“ Genealogia di Gesù, figlio di Davide, figlio di Abramo” è il titolo che Matteo assegna all’ incipit, cioè all’inizio del suo Vangelo.
L’accostamento del nomi nel titolo è sintomatico, poiché essi hanno modificato integralmente prima la storia d’Israele, poi del mondo intero. Abramo, per intenderci non è una persona privata che occupa il primo posto nell’albero genealogico di un privato fra privati ma racchiude in sé una relazione fra cielo e terra, perché è stato scelto da Dio come guida del popolo eletto.
Cosa c’entra il cielo se Gesù, Davide e Abramo sono entità in carne ed ossa? Ebbene sullo sfondo c’è Dio che decreta l’investitura di Abramo [Genesi 12,1-3, Investitura di Abramo]. Poi c è Davide, il grande condottiero del popolo d’Israele. Infine c’è Gesù, uomo e figlio di Dio, a condurre la relazione fra cielo e terra.
Matteo è ritenuto dagli studiosi, per cultura, il più affine al mondo ebraico, tanto che le connessioni con i testi dell’AT sono frequenti e in misura maggiore rispetto a quelle usate dagli altri evangelisti.

