È possibile tracciare una biografia del personaggio Saulo, ergo Paolo, solo limitatamente alle fonti di cui disponiamo, cioè le Lettere e gli Atti degli Apostoli. Le Lettere sono state scritte da lui. Gli Atti da Luca, un suo amico. La premessa non vuole screditare la veridicità del materiale sotto il profilo storico, anche se di tanto in tanto, nell’analisi dei testi, ci s’imbatte in difformità e incongruenze abbastanza palesi.
Sulla vita e l’opera di Paolo, l’attendibilità storica tuttavia emerge in particolare quando riscontra fatti realmente accaduti in Palestina e in tutte le altre località, in cui egli è intervenuto nell’esercizio del suo magistero come futuro apostolo. È inoltre necessario precisare che sulla sua prima giovinezza non ci sono notizie certe.
Le fonti citate riguardano essenzialmente la sua vita in età adulta, dopo la sua conversione al Cristianesimo. Le uniche notizie di prima della conversione si riferiscono ad alcuni cenni che egli stesso ha proposto di tanto in tanto in alcuni passaggi nelle Lettere.
Non si conosce con certezza la sua data di nascita, né quella della sua morte, perché a quei tempi i popolani non sempre erano registrati nei Municipia. La nascita di coloro, che erano appena sopra la condizione di schiavo e di liberto non compariva nessun documento. Di Gesù stesso, degli apostoli della prima ora, dei discepoli più in vista, non ci sono notizie anagraficamente attendibili se non ricostruite a posteriori in base ad ipotesi. Per le necessità di questa esposizione, è sufficiente tuttavia supporre, come sembra, che egli fosse nato intorno all’anno 5 d.C. Dunque era di dieci anni circa più giovane di Gesù, anche se non ebbe mai l’occasione o la fortuna di incontrarlo, se non in contingenze oltre comune delle cose.
Fissare poi la data della sua conversione intorno all’anno 36 d.C. è abbastanza plausibile, consi-derando che il Cristianesimo stava sviluppandosi nel contesto sociale già subito dopo la crocifissione di Gesù, avvenuta forse nell’anno 30.
Tarso in Cilicia è la sua città natale di Saulo com’ebbe modo di dire in almeno due episodi durante il suo apostolato. Il suo trasferimento da Tarso a Gerusalemme, gli fu reso possibile per seguire il corso di studi della Legge [La Torah], secondo i principi dei Farisei.
Per un romano, che a quei tempi avesse voluto studiare filosofia in qualsiasi parte dell’impero si trovasse, la massima aspirazione era di trasferirsi ad Atene. Per un Giudeo fariseo trasferirsi a Gerusalemme per studiare la Legge giudaica, rappresentava un’aspirazione altrettanto sognata.
Saulo ebbe a affermare con una punta di orgoglio, dopo la sua conversione, di essere Giudeo discendente dalla tribù di Beniamino, e Fariseo. Lo stesso nome “Saulo” scelto dai suoi genitori alla nascita derivava da quel re Saul, discendente dalla tribù di Beniamino.
Egli rivendicò, in più di un’occasione i diritti di cittadino romano, acquisiti forse per eredità e discendenza familiare oppure perché i suoi antenati avevano acquistato caro prezzo la cittadinanza?
Nel periodo storico compreso fra Pompeo e Augusto, infatti, [80 a. C. – 15 d. C.], dicono i maligni, ben informati, che la civitas romana fosse conferita a un certo numero di Ebrei della Diasporà dietro il pagamento di una congrua somma di dracme, circa 500, come appannaggio destinato a rimpinguare le casse dell’erario a Roma.

