La sinossi richiama in gioco tre Vangeli, quelli cioè in cui è possibile un confronto sotto il profilo letterario e di contenuti simili fra loro. Sì perché “sinossi” è un termine derivante dal greco σύνοψις, parola composta [ σύν, insieme e ὄψις «vista», dunque sguardo d’insieme].
È d’obbligo, a questo proposito, riferendoci ai Sinottici [Marco, Matteo e Luca], proporre attente valutazioni per evitare inutili accostamenti non del tutto pertinenti. Per esempio Marco apre il suo Vangelo con l’inizio della vita pubblica di Gesù e solo quando Matteo e Luca faranno altrettanto, si dovrà accendere l’attenzione sulla sinossi fra le tre opere. Inoltre Matteo e Luca trattano la genealogia di Gesù, ma il confronto fra le due non è agevole perché Matteo propone gli anelli della Genealogia dal Capostipite Abramo fino a giungere a Giuseppe, sposo di Maria, Luca invece parte al contrario, cioè a salire da Giuseppe per giungere a Dio.
Luca premette alla nascita di Gesù, oltre alla prefazione [1,1-4], l’annuncio della nascita del Precursore [1.5-25], quella di Gesù [1,26-38] e la visita di Maria ad Elisabetta [1,29-80], fino cioè alla conclusione del primo capitolo. Tutto materiale descrittivo questo che nel Vangelo di Matteo non si riscontra. Solo all’inizio del secondo capitolo Luca affronta il racconto della nascita di Gesù [2,1-7], mentre Matteo la propone in [1, 18-25], cioè subito dopo aver compilato la Genealogia. Con la Nascita del Messia si può parlare tuttavia a pieno titolo di Sinossi anche se limitata ai due evangelisti appena citati.

